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Storia

Una vita da film: da pugile talentuoso ad attore di successo

Il Palazzo che ospita La Fiermontina Palazzo Bozzi Corso nasce nel cuore di Lecce nel 1775, voluto dal marchese Gabriele Bozzicorso come segno di memoria e appartenenza.
Fu l’architetto Emanuele Manieri, tra i più raffinati interpreti del barocco leccese, a dargli forma, trovando un equilibrio raro tra rigore e poesia.

La facciata austera, impreziosita dai balconi in ferro battuto, custodisce un’anima inattesa che si rivela oltre il grande portale, nell’atrio dove le linee curve, la luce e le ombre sembrano muoversi come in una scenografia teatrale. Una lapide nell’androne ricorda che fu innalzato “dalle fondamenta” per Gabriele, per il figlio Federico e per la sua discendenza.

Probabilmente edificato sui resti di una dimora cinquecentesca, il palazzo ha attraversato i secoli, accogliendo storie e nobili famiglie: dopo i baroni Bozzicorso passò a una Schiavelli che la vendette a Domenico Calà Ulloa y Lanzina, duca di Lauria e da questi andò in eredità al gallipolino Isidoro Rossi. Fino a diventare sede del Banco di Napoli (1868) e persino residenza municipale della città nel 1873, prima di essere ceduto nel 1879 ai conti Zecca di Leverano e dal 1984 di proprietà dell’avvocato Vezio Vergine di Sogliano Cavour.

Ogni passaggio ha lasciato un’eco discreta tra le sue stanze, senza mai alterarne il carattere profondo. Oggi, grazie al sensibile restauro voluto dalla famiglia Filali-Fiermonte, il palazzo è rinato come luogo di ospitalità e bellezza, conservando intatta quell’atmosfera sospesa che ancora racconta il fascino di una Lecce aristocratica, segreta e luminosa.

Qui tutto è dedicato al bello e determinato Enzo Fiermonte (1908-1993), fratello maggiore di Antonia, quando lascia la Puglia a soli 17 anni e a Roma diventa pugile professionista, fino a conquistare il titolo di campione italiano ed europeo. Gli incontri di boxe gli danno fama internazionale: da Milano a Parigi, poi Londra, il Cairo, Buenos Aires e il leggendario Madison Square Garden di New York, dove combatte per il titolo di Campione del Mondo.

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Durante una crociera di lusso incontra Lady Madeleine Astor, ricchissima ereditiera americana sopravvissuta al disastro del Titanic, che sposa nel 1933, dopo aver divorziato dalla moglie italiana Tosca. Il matrimonio dura solo quattro anni, ma per Enzo inizia una nuova vita, abbandona la boxe per la carriera cinematografica: fisico aitante e doti ginniche, perfetto per film popolari di genere sportivo, avventuroso, storico-mitologico, fantascientifico all’italiana.

Apparirà in oltre cento film, affiancando attori come Aldo Fabrizi, Anna Magnani, Tino Scotti, tra cui anche "Rocco e i suoi fratelli" di Luchino Visconti. Verso la fine della sua vita irrequieta torna a Roma, dove muore a 84 anni.

Una storia che continua nelle dieci eleganti suite del palazzo.

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